Alfa Romeo 145 Sportut, il genio di Nuccio Bertone

3 marzo, 2017 | Filippo Zanobbi

Alfa Romeo 145 Sportut.

Alfa Romeo 145 Sportut.

Il Salone di Ginevra 2017, tra le sue tante novità, presenta anche una delle auto più chiaccherate dell’anno. Con questa passerella europea, i riflettori rimangono puntati sull’attesissimo Suv del Biscione: l’Alfa Romeo Stelvio. Ora, può piacere come no, ma in questa sede interessa relativamente.
Infatti in pochi sapranno, che esattamente 20 anni fa, allo stesso Salone, l ‘Alfa Romeo ha presentato una vettura che ha gettato, a suo modo, le fondamenta per quella odierna. Era bizzarra nell’aspetto o e nel nome: Alfa Romeo 145 Sportut, firmata da Bertone.

Questa è stata l’ultima creatura partorita dal genio di Giuseppe, meglio noto come Nuccio, Bertone, in quanto pochi giorni prima dell’ inizio del salone di Ginevra 1997 morì, lasciando un grande vuoto nel cuore di tutti gli appassionati di  motori. Ricordiamo che dalla Carrozzeria torinese Bertone sono nate vetture come la Lancia Stratos, Lamborghini Miura e Alfa Romeo Montreal, per citare solamente le briciole di cinquant’anni di un’incredibile carriera.

Design di Bertone.

L’azienda torinese decise di presentare la 145 Sportut, perché si era stancata di vedere il monopolio delle vetture Suv, che in quegli anni stavano “esplodendo” anche sul mercato europeo, in mano ai grandi marchi giapponesi e americani (esperimento fatto anni prima in Germania, con il Mercedes 280 GE). Come già detto era “curiosa” sia nel nome, infatti “portut” significa tuttosport in dialetto torinese; ma anche nell’estetica, con quegli specchietti che partivano direttamente da metà del cofano. Scelta alquanto particolare.
Quando venne presentata, fu esposta come prototipo, ma realisticamente parlando lo era solo nella teoria, perché sotto il cofano montava un motore a 4 cilindri da 2 litri collegato ad una trasmissione manuale a 5 rapporti con trazione integrale, il tutto ricoperto da una carrozzeria bicolore molto anni 90 poggiante sul pianale dell’ Alfa Romeo 145. Insomma una showcar perfettamente funzionante e pensata già ad un’ ipotetica produzione di massa.

Purtroppo non fu così. Infatti venne considerato un progetto troppo costoso e all’epoca il Gruppo Fiat (al quale apparteneva la casa milanese del Biscione ), non stava navigando in acque troppo tranquille. Quindi il progetto venne accantonato perché considerato troppo eccessivo per quella nicchia di mercato fin troppo superficiale in quell’epoca.
Rimane la convinzione che il genio di Bertone aveva creato un progetto troppo avanti, anche per quegli anni così rivoluzionari dal punto di vista degli sport utility vehicle, che aprì la strada (e soprattutto la mente) a progetti futuri simili con prima la concept Kamal del 2003 e infine con la Stelvio del 2017, primo suv Alfa Romeo ad entrare in produzione.


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1 commento

  1. fabio ha detto:

    ma fa cagare !!!!!

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