Fiat 128 3P, un salvataggio inaspettato

16 novembre, 2018 | Marco Bellotti

Fiat 128 3P

Fiat 128 3P

Questa è la storia di una vettura dal passato nascosto, un passato non svelato, ma che ne accresce la passione. Stiamo parlando di una Fiat 128 3P.
Ma facciamo un passo indietro.
Quando ero bambino che nel mio paese girava una prima serie di colore azzurro molto appariscente. Ricordo benissimo che già da piccolo rimanevo incantato davanti a quei sei fanali posteriori a forma di esagono. Chi lo avrebbe mai detto che da grande ne avrei posseduta una! Ma non una normale, una Serie Speciale del 1979.

La 128 3P nacque nel 1975 per sostituire la 128 Sport Coupé, vettura di successo della gamma 128 prodotta dal ’71 al ‘75. La sua carriera durò per 5 anni, fino al 1980.
Si differenziava dalla 128 Sport Coupé per la particolarità di avere introdotto il pratico portellone posteriore, che unito ai sedili posteriori abbattibili, ne facevano una vettura pratica, spaziosa, comoda ma senza dover rinunciare ad avere una coupé sportiva. Si poteva scegliere tra due motorizzazioni: 1.100 e 1.300. La prima serie aveva particolari cromati (come paraurti, specchietti e cornici vetri), colori carrozzeria sgargianti e pastello molto anni ’70 e interni in skai e tessuto scozzese in colori abbinati.



Nel 1979, sul finire della sua carriera, venne introdotta nel mercato italiano la 128 3P Serie Speciale. Si differenziava molto dalla “prima serie”, a partire da tutti i dettagli che da cromati passarono ad essere verniciati di nero opaco, nuova moda del momento. Era dotata di tergilunotto di serie e sotto il lunotto posteriore trovava posto uno spoiler rigido nero. Lungo le fiancate sia sulla parte superiore che nella parte inferiore e sui cofani trovavano posto vistosi adesivi neri e bianchi con scritta “128 SPORT”. Gli interni erano ora tutti neri e nei sedili trovavano posto, oltre ai poggiatesta, bande centrali di stoffa colorata a strisce arancioni, azzurre, bianche, nere e gialle. Fu prodotta in un numero limitato di esemplari ad un prezzo superiore ai 5.000.000 di Lire.

Il primo impatto.

Ma veniamo ai giorni nostri… Io sono sempre alla ricerca di auto particolari. Non le solite che si vedono ai raduni. Non le solite che hanno tutti e la mia modesta collezione, per chi la conosce, parla chiaro. Cerco auto che si distinguono, pur essendo modelli modesti. Auto che ormai non se ne vedono più in giro (come la Volvo 66 DL) o che nessuno considera particolarmente (come la Ford Fiesta MK1).

Un giorno squillò il telefono. «C’è un signore che ha una 128 3P abbandonata nel prato, ti interessa? È grigia metallizzata!». Al sentire la parola metallizzato mi incuriosii non poco, dato che le ricordavo per la maggior parte di colori pastello accesi. Feci una ricerca su internet venendo a conoscenza dell’esistenza della Serie Speciale. Sarà lei? Dovevo andare a vederla.
Presi appuntamento con il proprietario che mi accompagnò dietro questo fabbricato dove, una volta girato l’angolo, me la trovai li, una 128 3P Serie Speciale, assolutamente completa di ogni particolare ma soprattutto completa al 100% dei suoi adesivi originali tutti attorno alla carrozzeria.
Mi innamorai, ovviamente, e quindi iniziò una trattativa che si rivelò lunga ma affascinante. Dopo un mesetto abbondante riuscimmo a portarla a casa. Chiesi ad un mio amico se voleva partecipare come socio in questo salvataggio, e lui accettò. Ci divideremo il piacere di possedere una vettura tanto particolare.

Nel suo habitat.

Il restauro non si è rivelato difficile. Reduce di altri miei restauri molto più complessi e lunghi, questo è stato assolutamente conservativo, rifacendo piccole parti di carrozzeria (come il cofano e i sottoporta) dove urgevano ritocchi, lasciando però quella patina di conservato che mi affascina molto.
Gli interni erano in condizioni straordinarie, nonostante l’abbandono. Solo piccole scuciture tra skai e tessuto facilmente riprendibili. I pannelli, il cielo, il cruscotto tutti come nuovi, tutti neri, belli lucidi.
Il motore ha richiesto solo un semplice tagliando e una messa a punto della carburazione. Un cambio di marmitta e serbatoio che erano entrambi bucati si è reso indispensabile.
Per il resto, tutto come mamma Fiat l’ha fatta uscire di fabbrica nel ’79. Sfoggia ancora la sua targa nera di Lucca incorniciata dal suo portatarga originale del concessionario Fiat di Viareggio.
Avrà vissuto una vita tra il lungomare e i famosi locali della Versilia degli anni ’80? Chi lo.
Su di lei c’è un’ombra di mistero perché non abbiamo dati sulla sua storia passata se non quando qualche anno fa, il suo precedente e secondo proprietario la vide tra il parco usato di una concessionaria di Viareggio. Fu colpito da questa versione e, anche lui collezionista di automobili, decise di portarsela a casa. Fu guidata per un breve periodo con targa prova e poi ricoverata fra altre auto della sua collezione. In seguito, giunta la necessità di liberare i locali dove era riposta, fu trasferita all’aperto dove rimase fino al giorno in cui la trovai. Aspettava di essere salvata. Aspettava me!

Gli interni.

Il contachilometri segnava 35.000 km. Saranno 135? Saranno davvero 35? Non lo si può sapere, anche se dalle condizioni in cui era si potrebbe pensare che non abbia ancora fatto il giro.
Un altro mistero sulla nostra 3P è la mancanza dei poggiatesta sui sedili anteriori. Essi avrebbero dovuto essere di serie, come pubblicizzato sui depliant dell’Edizione Speciale. Ma su questo esemplare non vi è traccia. Nemmeno di fori nei sedili che lasciassero pensare ad una rimozione. A questo non abbiamo spiegazione.
Attualmente la nostra 3P è in splendida forma, fresca di rimessa in strada. Ha percorso già migliaia di chilometri sostenendo anche lunghi viaggi. Uno su tutti è la vacanza fatta sulle Dolomiti nella quale si è scalata il Passo dello Stelvio facendoci divertire come non mai. In molti al vederla passare per strada, ne rievocano i ricordi e non si fanno indietro nel fare complimenti.
Il motore è davvero brillante, con un bel sound, capace di sostenere viaggi a una velocità di 145 km/h come un’auto moderna. Unica pecca? Manca la 5a marcia… ma va bene così. Un’auto anni ‘70 deve viaggiare a ritmo anni ’70! E poi… siamo sul sito Quartamarcia, giusto?

Marco Bellotti

Fiat 128 3P.


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1 commento

  1. Massimo ha detto:

    Questa auto l’aveva un signore del mio paese provincia di Cuneo che lavorava in FIAT oggi lui non c’è più ma io me la ricordo benissimo colore verde acceso a quel tempo lui aveva 2 bambine la trovava molto pratica causa il portellone e brillante per via della motorizzazione 1300

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