Porsche Boxster, una rinascita quasi impossibile

30 gennaio, 2018 | Redazione

Porsche Boxster 1997

Porsche Boxster.

L’auto cabrio dopo la moto è il mezzo di trasporto più affascinante, ed anche una vera passione. Di macchine “scoperte” in garage ne sono arrivata quattro: dopo una Citroen Dyane 6 del 1977, una fiat 850 spyder del 1961, una più moderna Smart cabrio del 2007, l’ultimo acquisto è stato quello che per troppo tempo è stato solo un sogno: una Porsche Boxster 2.5 del 1997, 204 cavalli.
Con questa macchina bastano 12 secondi per essere felici, il tempo necessario per ripiegare la capote, il tempo utile per un sorriso smagliante e ritornare bambini. Una cabriolet è l’auto giusta per sentire il rombo del motore, il vento tra i capelli e il sole che ti accarezza la pelle.

Avevo otto anni quando mio padre mi ha regalato un modellino della Porsche Boxster e da quel momento me ne sono sono innamorato. Ho giocato con quella macchinina fino a consumarla.  Mi ricordo quando viaggiavamo in autostrada e mio padre vedeva dallo specchietto retrovisore una super car io balzavo dal sediolino, sperando sempre che fosse una Boxster.
Gli anni sono passati, e nei miei sogni c’era ancora lei, sempre lei, fino a quando un giorno ho iniziato la ricerca su sito di annunci on line: ho trovato questa Porsche ad un prezzo basso, ridicolo.



Come spesso capita; ho pensato subito che si trattasse della solita truffa.
Dopo diversi giorni, l’annuncio era ancora presente, e così ho deciso di chiamare. All’altro capo del telefono un signore Siciliano, molto gentile, con cui ho iniziato una lunga trattativa; dai suoi racconti riuscivo a percepire che amava ancora la sua auto, che aveva posseduto per oltre un decennio.

Il retro.

I problemi non mancavano. La macchina aveva il motore fuso, ed era quindi destinata ad una morte certa, ormai pronta per essere venduta come pezzi di ricambio. Uno stimolo in più per affrontare questa sfida: non mi sono impaurito, testardo e coraggioso sono andato avanti nel progetto.
Gli ingredienti sono stati l’aiuto di qualche amico, tante telefonate, nottate intere passate sui blog, un’ottima conoscenza di motori e  una buona dose di fortuna.

Così la Boxster è stata  riparata e migliorata nei punti critici: ha subìto una modifica specifica al cuscinetto dell’albero intermedio per evitare le catastrofiche rotture a cui sono soggetti i motori  M96, l’anello debole che ha fatto imbestialire tanti possessori di Porsche. Quando ho acquistato la Boxster conoscendo le condizioni meccaniche, tutti mi hanno dato del pazzo. La soddisfazione? Farla vedere a tutti quelli che qualche mese prima ridevano di me, vedere le loro facce incredule forse anche con un pizzico d’invidia: da parte loro mille domande,  nessuna risposta da parte mia.

Dopo un adeguato rodaggio mi sono accorto che la boxsterina è un’auto sportiva che sa il fatto suo, è stata emarginata, disprezzata e definita la Porsche dei poveri:  vi posso assicurare che è una vera dominatrice di curve, ha carattere!
Bella da guidare, comoda al punto giusto con una buona capacità di carico, ottima per le gite fuori porta, si può guidare fino al tramonto, poi… si può parcheggiare, alzare la testa e guardare le stelle, proprio come nei film.

Sul Passo San Pellegrino.

Affondare il piede sull’acceleratore, cambiare la marcia a 6.000 giri, avere un contatto diretto con la strada, fino a quando non si esagera e il posteriore perde aderenza, dà una scarica di adrenalina, un’emozione indescrivibile.
È una macchina che ormai ha 20 anni, un’auto d’epoca a tutti gli effetti dalle linee morbide ancora attuali, seduta bassa, volante verticale, tetto in tela, blocchetto d’accensione rigorosamente a sinistra, contagiri centrale dalla forma rotonda.  Auto dal marchio importante che non ha bisogno di presentazioni, una roadster vera.

Il punto di forza di quest’auto oltre all’anima sportiva è il motore boxer: sei cilindri in posizione centrale subito dietro i sediolini, un’ottima ripartizione dei pesi, abbinato ad un buon telaio conferisce alla roadster un’eccellente tenuta di strada. Il nome di questa Porsche nasce proprio dalla combinazione di Boxer e Roadster. Ormai insieme abbiamo percorso tanti km: dalla Costiera Amalfitana, alle campagne Senesi, Passo  Gardena, Sella, Giau e tanto altro.

Le auto diventano protagoniste della nostra vita, della nostra famiglia, le sogniamo, amiamo, desideriamo, e ci accompagnano nei giorni più importanti.
Ce l’ho fatta. Sono riuscito a realizzare il mio sogno d’infanzia. Talmente soddisfatto che ormai sono geloso, non posso più fare a meno di lei.

Roberto Pezzella


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12 commenti

  1. SilvioB ha detto:

    Bella storia e bella auto che mi ha sempre affascinato!
    Volevo comprarne una anch’io usata 1s ma piu’ voci e da piu’ parti…anche officine ben esperte.. mi hanno smontato non poco proprio riguardo l’affidabilità del motore.. E leggere anche qua che aveva il motore fuso un’auto da un appassionato..mi continua a preoccupare.. chissa se mai riusciro’ ad averla…
    Cmq complimenti!

  2. Abramo ha detto:

    Complimenti per il coraggio non è semplice sistemare un motore Porsche, la Boxster è un auto eccezionale, e poi è cabrio.
    una vera PORSCHE

  3. Emanuela ha detto:

    Ho una piccola cabrio..una Citroen pluriel e sono proprio innamorata della mia macchinetta,ma quando ho visto per la prima volta la “Boxsterina” di Roberto, quando ci sono salita su ho provato una sensazione incredibile…una macchina che seppur di tanti anni ti fa sentire orgoglioso di guidarla e ti fa sentire libero…grazie a qst macchina abbiamo vissuto esperienze spettacolari è vero… partecipare al Gran Premio Parco Valentino di Torino e alla Dolomities street mi ha dato una carica di adrenalina ed un’emozione mai provata prima..Grazie piccola!!!

  4. Pippo ha detto:

    Motore centrale trazione posteriore binomio Perfetto!

  5. Francesco ha detto:

    Dalle parole che scrivi fai capire a pieno l’emozioni che provi. Una storia bellissima, capisco quello che provi, perche anche io ho le tue stesse passioni, sono contento per te perche hai realizzato un sogno che avevi sin da bambino e adesso puoi goderti questa stupenda auto. Divertiti ma non superare i limiti ;).

  6. Lucrezi Giancarlo ha detto:

    Ciao…tu in Sicilia io a Napoli…fatto la stessa strada…rimessa in piedi e iscritta all ASI…da molte soddisfazioni e consuma relativamente poco…un saluto..

  7. Pietro ha detto:

    Comprare una Porsche Boxster è un ottimo investimento, anche perché ora è ai minimi storici il valore può solo salire.
    sportiva bella da guidare si riescono a percorrere 12km con un litro in autostrada a 130 km/h.

  8. Dario ha detto:

    Vogliamo parlare del blocchetto l’accensione a sinistra?
    Ereditato dalle corse che si svolgevano a Le Mans.
    La Porche ha il suo fascino la sua storia.

  9. Ernesto ha detto:

    A prescindere dal modello.
    È proprio vero!!!
    Le auto diventano protagoniste della nostra vita, della nostra famiglia, le sogniamo, amiamo, desideriamo, e ci accompagnano nei giorni più importanti

  10. Vincenzo ha detto:

    Complimenti x la storia e la macchina, un bel sogno realizzato e da vivere!

  11. Mario ha detto:

    Caro Roberto, hai reso perfettamente le tue emozioni. Mi è sembrato di leggere la mia storia… tranne per l’ultima parte, non ho avuto il tuo stesso coraggio!
    Spero di seguire presto il tuo esempio e di iniziare la mia avventura con questa splendida compagna!

  12. SIMONE MANTOVA ha detto:

    Ciao Roberto, condivido appieno la Tua entusiasmante storia pure io possiedo da oltre un anno una Porsche Boxster, l’ho comprata iscritta Asi ed è uno spettacolo ne vado molto fiero.
    Anche per me era un sogno passato di fatto realizzato con una discreta dose di coraggio, ho visto che comunque ora inizia ad essere ricercata e sta salendo di valore.

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