Una vita con la Lancia Dedra di papà

12 marzo, 2019 | Daniele Boltin

La Dedra di Francesco Pezzu.

La storia della mia Dedra ha inizio nel lontano 1994. 25 anni fa si sposarono i miei genitori e per la cerimonia utilizzarono una Dedra 1.6 del ’91 di un amico di mio padre.
Ai tempi utilizzava la Fiat Uno 45-S del ’87 di mia madre. Però serviva un auto più grande, una familiare visto che voleva metter su famiglia. Erano gli anni ’90 ed era iniziato il boom delle station wagon.

Così, mio padre iniziò a girare le concessionarie di mezza Liguria, guardando un po’ tutte le familiari che il mercato del nuovo all’epoca offriva.



Rimase molto colpito dall’Opel Astra sw e dalla Tempra sw.

Scoprì però che era appena uscita la Dedra sw, decise di andare a vederla, con l’idea però di scartarla in partenza dato il prezzo abbastanza elevato. Dopo essere andato a vederla rimase favorevolmente colpito e dopo averci pensato un po’, decise di acquistarne una.

Si recò al concessionario Lancia I.C.A.B. di Genova e ordinò una 1.6 con allestimento LS alla quale verranno aggiunti  accessori come l’antifurto GT e l’autoradio Grundig. L’auto costerà la bellezza di 33 milioni di lire, una cifra molto importante all’epoca.

Il 21 novembre 1994 uscì dalle linee di montaggio quella che sarà la mia Dedra e verso dicembre arrivò in concessionario. Mio padre decise di aspettare un mese per farla immatricolare nel 1995. Il 2 gennaio 1995 fu immatricolata e il 5 portata finalmente a casa.
La Dedra sarà compagna dei viaggi per l Italia che fecero i miei negli anni ’90..
Arriviamo al 1999, nasco io e la prima auto su cui salgo per fare il tragitto ospedale/casa è la Dedra.
Sulla Dedra farò anche i miei primi viaggi ad inizio anni 2000.

In uso quotidiano.

Crescendo, è cresciuta insieme a me la passione per le auto. Arriviamo al 2007, periodo di incentivi dove mio padre fu tentato di dare via la Dedra per una Ford Focus Station Wagon. Per fortuna, viste anche le buone condizioni della Dedra desistette. La Dedra restò con noi.

Intanto il tempo passava e a un certo punto ho iniziato a interessarmi a quest’auto curandola, facendole personalmente la regolare manutenzione e sostituendole diversi pezzi ormai usurati dal tempo.

Da sempre aspettavo di poterla guidare e finalmente, nel 2017 compiuti i 18 anni, ho preso subito il foglio rosa e iniziato a fare pratica assieme a mio padre, sudando freddo un po’ per le dimensioni dell’auto e soprattutto per la paura di rovinarla.
Una volta presa la patente con la Dedra è iniziata una nuova storia, tra le prime uscite con gli amici e la possibilità di andare a scuola in macchina.

Ha percorso oltre 200 mila chilometri.

Ad oggi l’auto è in uso quotidiano con 221.000km ed è ancora la prima auto di casa, utilizzata da mio padre per andare al lavoro, da me e in estate per le vacanze, come è stato fatto dal 1994 ad oggi.

Francesco Pezzu


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3 commenti

  1. alessio ha detto:

    Fantastica storia !

  2. Pier Silvio Bertolotto ha detto:

    Ciao potrei fare un racconto simile a parti invertite, io sono un papà e mio figlio di anni 12 mi chiede se da grande gliela regalò…unica differenza che la mia è la sorella Delta, 1.8 8v LE del 95…km. 520.000….blu madraz

  3. Lorenzo ha detto:

    Capita a tutti di sognare, addirittura a distanza di decenni, l’auto di papà. La mia era una Ford Cortina GT mark 1 e se avessi il posto ne comprerei una. Mio figlio, invece, adorava la mia Alfa 146 2.0 twin spark ti, una piccola berlina con un grande e fantastico motore. Quando la lasciai non mi parlò per diversi giorni nonostante la nuova fosse una moderna cabriolet tedesca.
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