Renault 5 GT Turbo, una passione da tramandare

5 novembre, 2018 | Redazione

Renault 5 GT Turbo

La macchina in gara.

È colpa della mamma. Perché se è vero che la passione nasce da piccoli devo proprio dire che la passione per le auto, specialmente se sovralimentate, me l’ha trasmessa lei.
Occorre fare una premessa, io classe 1977, nei primi anni ’80 trascorrevo la domenica sul divano a guardare i gran premi con la mamma, tifosissima ieri come oggi di Formula 1; il calcio a casa nostra (per fortuna) non è mai entrato.



Crescendo i miei anni ’90 sono stati farciti di GTI, GSI, Turbo ie e naturalmente GT Turbo, ma è trascorso un bel po’ prima che nel mio garage arrivasse una Renault 5.
A 30 anni sono entrato nel monde delle competizioni dalla porta di servizio, ho iniziato a fare qualche rally come navigatore, poi ho aggiunto anche le gare di regolarità in cui facevo il pilota della mia Porsche 924 turbo, per poi sostituirla con una Renault 5 gt turbo stradale con cui ho corso moltissime regolarità.
Ma la voglia di correre ti porta sempre a fare un passo avanti, dopo varie ricerche in giro per l’italia e tanti esemplari scartati, il destino mi ha fatto incrociare con lei ed è stato amore a prima vista.

Generazioni a confronto.

Lei è una bellissima Renault 5 gt turbo classe 1986, fase 1, presa nuova da un gentleman driver bresciano per partecipare alla R5 cup; il proprietario non l’ha risparmiata, immatricolata a luglio, ad agosto era già operativa tra i cordoli e li è rimasta finché il trofeo non ha ceduto il passo alla Renault Clio 16v.
Orfana di cordoli è stata convertita in auto da rally, quindi cambio di preparazione, aggiunta di sedile per il navigatore, CB per le assistenze e fanaleria aggiuntiva.
Ha corso tantissimi Rally, compreso il rally mille miglia e sempre con ottimi risultati; ma non è stato sempre tutto rosa e fiori, ha avuto le sue toccate con relativo cambio di livrea, il bianco ha lasciato il posto al rosso, al giallo, al blu e nel 2006 è stata messa in pensione.
Ha avuto numerosi cambi di proprietà correndo una volta sola nel 2008, poi un tentativo di restauro mai concluso l’ha messa nel dimenticatoio fino a quando non l’ho scovata nel 2017, incompleta ma fresca di riverniciatura e l ho comprata al volo.

In gara.

Purtroppo il fatto di essere stata smontata e montata da persone diverse ha causato molti problemi soprattutto meccanici, ma mettendoli in fila, uno alla volta, è iniziato il percorso per risolverli tutti.
Per i colori è stata scelta la livrea replica Oreille e Thimonier, internamente sono stati aggiornati tutti i dispositivi di sicurezza quali sedili, cinture, estinzione, serbatoi di sicurezza; il passaporto tecnico ormai scaduto è stato sostituito dall’ HTP FIA che permette alla R5 di partecipare a tutti i tipi di competizione anche internazionale.
A livello meccanico si è voluto mantenere le specifiche meccaniche del Gruppo N con componentistica del periodo di costruzione, l’auto quindi è come quando è stata costruita, ha ancora gli interni, moquette e sedili posteriori (all’epoca si correva con la macchina praticamente stradale), ovviamente monta un rollbar omologato, ha ancora il CB come si usava negli anni 80/90 per chiamare l’assistenza lungo i trasferimenti di gara, l’elaborazione segue la fiches dedicata, nulla è lasciato al caso e un passo alla volta ogni tassello torna al suo posto.
Agonisticamente mi ha già dato delle soddisfazioni, la porto quanto più possibile sui campi di gara e sto cercando di fare appassionare mio figlio di un anno al mondo dei motori, sperando che fra 40 anni quando qualcuno gli chiederà di raccontargli la sua storia anche lui possa dire: “ È colpa di papà”.

Andrea Permunian

Immagini: Chiara Pavan, Martina Fiorin, Nuvolari Fotorace


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